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Cento ne pensa e una ne fa

casalingaNo, care mamme, nessun errore di battitura.

In questo articolo non voglio tanto parlare di ciò che i nostri cuccioli distruggono nelle nostre case. E nemmeno di come il nostro salotto sia diventato un accampamento di nomadi.

No.
Oggi vi voglio parlare di quelle poche attività che una mamma a casa con una neonata riesce a fare.
Eh sì, faccio prima a parlare di quello che riesco a combinare che di quello che ancora non sono riuscita a compiere!
La riflessione è nata oggi pomeriggio, quando finalmente son riuscita a mettere la mia bimba di 4 mesi per il riposino pomeridiano nella sua culla, nella nostra camera da letto.
Ore 15. Radiolina avvisa-pianto accesa.
Bene.

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Accendo il ferro da stiro e per la prima volta, dopo 120 giorni, sono riuscita a stirare un cesto di vestiti senza che la nana si sia svegliata una sola volta in due ore!

Ore 17. Panni accatastati come torri di un castello sul tavolo da mettere a posto, figlia, ovviamente, affamata e mamma stanca morta piegata in due dal mal di schiena. Ma soddisfatta, amiche mamme di tutta Italia!

Ditemi che anche voi ormai provate soddisfazione nelle piccole cose, tipo: “Oggi mia figlia mi ha lasciato fare la doccia in ben 7 e dico 7 minuti!“. Oppure: “Son riuscita a mettere lo smalto senza doverlo togliere prima di farlo asciugare causa pianto a dirotto del bimbo che ha perso il ciuccio nei meandri del lettino!

Ah, come sono cambiate le cose in questi primi 4 mesi da mamma!

Prima avevo tempo per leggere un libro tutto d’un fiato. Ora leggo le prime due righe, poi mi si offusca la vista e l’indomani sera riparto sempre dalle stesse due righe.
Prima cenare con mio marito a casa era come essere al ristorante. Chiacchierando, mangiando e bevendo si facevano le undici di sera senza accorgersene. Ora il più delle volte mangio con la piccola in braccio, la allatto e cerco di non far cadere il sugo all’amatriciana sul suo pigiamino bianco.
Prima, andare a fare la pipì di notte era una cosa normale. Ora l’atto del tirare lo sciacquone deve essere accompagnato dalle preghiere per non svegliare can che dorme.
Prima, prima…

E’ vero che adesso ci stiamo privando delle abitudini quotidiane più comuni, che abbattute dalla stanchezza pulire i vetri ci disintegra e rifare il letto in santa pace ci sembra una conquista.

Ma abbiamo un fagottino che sorride ad ogni nostra parola, che ci sta insegnando le priorità della vita. Ci aiuta a non abbatterci e a diventare sempre più reginette della nostra casa e abili tuttofare.

Pamela

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