Cultura

Diversamente madre: quando nasce una zia

 

Vi siete mai chiesti cosa significhi essere una zia senza figli al giorno d’oggi?!

Questa è la domanda a cui cerca di rispondere Antonella Salamone, scrittrice emergente, siciliana d’origine, ma milanese di adozione, con il suo primo romanzo “Diversamente Madre” edito da Algra.

Il libro non vuole essere un manuale di regole o un decalogo di doveri della zia perfetta;  piuttosto  una riflessione sull’importanza di questo ruolo.

In una società, come quella moderna, in cui si diventa genitori sempre più tardi e alle volte purtroppo, complice l’assenza di lavoro o la paura delle responsabilità, mai.

Con la nascita della prima nipote, Antonella ha cominciato ad interrogarsi sul suo ruolo di zia.

Fino a dove ci si può spingere e dov’è giusto mettere un punto con i propri nipoti?!

L’idea di scrivere un testo sulla “zialità” (come dice  lei) è nata dal desiderio di rivendicare il ruolo fondamentale che occupano le zie; vista la poca attenzione che da sempre viene data a questa figura, adombrata da quelle della mamma e dei nonni considerate più importanti nella vita dei bambini.

Ciò che si evince dal testo della Salamone, frutto non solo della propria esperienza ma anche di ricerche e confronti con altre zie, è che una zia è una figura che accompagna per la vita.

Come una sorta di fata madrina, essa ha il compito di vigilare sui propri nipoti, donando loro amore, attenzioni ed esperienza.

Antonella, nel libro, ammette di aver iniziato a scrivere per rabbia; di aver concluso questo percorso con riconoscenza perché, grazie ad esso, è riuscita a raccogliere le sue idee e ad arrivare ad alcune consapevolezze.

Il libro si conclude con una fiaba che l’autrice dedica ai suoi nipoti; suggellando il rapporto d’amore che la legherà per sempre a loro anche a chilometri di distanza perché una zia è per sempre.

Sono diventata zia prima di diventare mamma.

Si impara ad essere zia, giorno per giorno; si cresce con i propri nipoti e si instaura con loro un rapporto unico e indissolubile fatto di confidenza, complicità e amore che, pur essendo diverso dall’amore genitoriale, anche se vi si avvicina molto, è altrettanto magico e profondo.

Con la nascita del mio primo nipote, ho avuto modo di sperimentare una nuova forma di amore: puro, immenso, incondizionato, ma privo delle responsabilità di genitore.

Mi sono scoperta cambiata, arricchita.

E volete mettere la soddisfazione di sapere che lui si fida di me e delle mie opinioni, mi racconta cose che mai si sognerebbe di dire ai suoi genitori e mi considera la sua zia super?

Questo mi rende orgogliosa e mi fa sentire speciale.

Siamo cresciuti insieme e, nonostante i nostri rispettivi impegni, ci prendiamo sempre dei momenti tutti per noi; un pomeriggio al cinema, un pigiama party con tanto di film horror e sfide alla play station.

Perché, infondo si sa, una zia non è la mamma, ma è comunque per sempre.

Francesca Di Giuseppe

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