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I nonni: figure preziose e/o troppo ingombranti?

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C’è un detto che dice: “tra moglie e marito non mettere il dito”.

In tanti lo ripetono e lo dispensano quotidianamente. Spesso si fa riferimento a situazioni di coppia o famiglia per cui meglio non intromettersi.  Ma cosa succederebbe se ad essere “invadenti” fossero proprio i nonni? Che ruolo lasciate che giochino nell’educazione dei nipoti?

L’essere nonni oggi si presenta come un ruolo non assimilabile a quello tradizionale del nonno patriarca, depositario di cultura e saggezza, legato al mondo contadino di un tempo. I profondi cambiamenti avvenuti all’interno della società e della famiglia hanno dato vita ad una nuova immagine del nonno, così come per i rapporti fra genitori e figli. Di conseguenza non esistono modelli con cui confrontarsi: “è una vera e propria reinvenzione”. Il ruolo che i nonni oggi devono assumere non corrisponde, infatti, all’immagine che essi hanno assimilato dalla tradizione. Quante volte vi siete sentiti dire: “Ai miei tempi non si faceva così?”; la cultura diversa, di cui è portatore il nonno, nella nostra società multimediale e multirazziale, può contribuire all’allargamento dei propri orizzonti e ad una crescita personale.

Lasciarsi aiutare dalla famiglia di origine non ha mai fatto male e con i tempi stretti di oggi, i nonni possono rappresentare la soluzione a tantissimi intoppi quotidiani; a volte però il “troppo stroppia”, fino a che punto è bene includerli nel pacchetto familiare? E loro in che misura si rendono disponibili rinunciando alla loro libertà per impegnarsi ancora e aiutare i figli?

 

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