Cultura

Vissero felici e contenti. E poi?

untitledTutte le favole di principi e principesse finiscono con la solita frase “e vissero felici e contenti”.

Ma i fratelli Grimm, evidentemente, non avevano fatto i conti con Cecilia, la mia principessa 4 enne che vuole sapere che cosa faccia Cenerentola, dopo le nozze, nel castello.

A dire il vero dovevo mettere in preventivo che mia figlia potesse essere così, visto che da sempre sono una fervida sostenitrice del fatto che noi tutte siamo state “fregate” da qual “vissero felici e contenti”.

Nessuno ci ha mai detto che dopo la fuga nel castello sul cavallo bianco delle favole, che nella realtà corrisponde alla consacrazione di un rapporto, quale che essa sia, matrimonio o convivenza, la favola continua con la vita di tutti i giorni, dove ci sono faccende domestiche da sbrigare, pranzi e manicaretti da preparare, panni da lavare e stirare.

A dire il vero ci sono varie correnti di pensiero sull’argomento.

C’è chi dice che alle bambine non andrebbero raccontate le favole delle principesse perché poi da grandi rimarranno deluse dalla penuria di principi che ci sono in giro.

C’è chi ritiene che le favole vadano comunque raccontate, perché il mondo incantato di principesse, fate e folletti non lo si può negare a nessuna bambina.

E poi ci sono io, che credo proprio che a mia figlia racconterò che Cenerentola, nel castello, fa esattamente quello che faccio io in casa.cenerentola-immagine-dal-film-35_mid

Non per sminuire la favola, anzi per rafforzarla, perché è solo con l’amore, con l’amore che si rinnova ogni giorno, che la principessa è in grado di lavare, stirare, pulire i pavimenti, fare conserve e marmellate, e sì anche abbassare la tavoletta del wc lasciata alzata da un principe distratto.

Credo fortemente che l’amore si possa insegnare, si insegna ad amare le persone che abbiamo vicino, si insegna a condividere con loro la nostra vita, si insegna a condividere i momenti belli, ma anche quelli brutti, si insegna a tendere la mano nei momenti di difficoltà e a sostenere chi ha bisogno del nostro aiuto, si insegna a ridere insieme, si insegna a divertirsi insieme, si insegna ad avere voglia di un abbraccio o di un bacio anche alle 3 del mattino quando ti ritrovi in cucina a bere un bicchiere d’acqua.

La principessa riesce a fare tutto, riesce a badare al castello, riesce a lavare e stirare, riesce ad andare in palestra e dal parrucchiere, accudisce i figli, lavora, fa persino concorrenza a wonder woman solo con la forza dell’amore (e qualche super potere, perché no…)

Questa sono io.

E così ho iniziato a raccontare a mia figlia il dopo “vissero felici e contenti”.

Ma lei è la principessa fucsia con i brillantini, vede il mondo incantato e fatato, vede fate e folletti dappertutto, è persa senza possibilità di recupero nel suo mondo di brillantini, luccichini, corone e gioielli.

E così, lei che, a soli 4 anni ha già le idee chiare ed ha già capito tutto della vita, alla mia domanda “chi pensi che faccia i mestieri nel castello?” non ha risposto “Cenerentola” come la mia mente si immaginava, no no, lei mi ha spiazzata con un bel “la signora dei mestieri”.

Questa è lei. Cecilia, 4 anni, aspirante principessa con la colf.

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