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Audrey Hepburn, diva leggendaria di Hollywood

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Audrey Kathleen Van Heemstra Hepburn-Ruston, conosciuta come Audrey Hepburn nasce il 4 maggio 1929 a Bruxelles da un banchiere inglese e da una baronessa olandese. Diva tra le più leggendarie di Hollywood, il suo sorriso e l’innata eleganza del portamento, anche adesso che non c’è più, continuano ad affascinare il pubblico di ogni età.

Nata a Bruxelles, ma con la cittadinanza britannica, Audrey trascorse l’infanzia tra il Belgio, il Regno Unito e i Paesi Bassi, spostamenti dovuti al lavoro paterno.
Visse in Olanda gli anni duri dell’occupazione nazista, patendo la fame e vivendo stentatamente (esperienza che le fece maturare più tardi il desiderio di impegnarsi per l’UNICEF), successivmente si trasferì prima ad Amsterdam, poi a Londra, dove continuò a prendere lezioni di danza.

Il primo film arrivò nel 1951, “One Wild Oat”, dopo aver avuto piccole esperienze in musical teatrali.
Durante le riprese di “Monte Carlo Baby”, dove Audrey interpretava un piccolo ruolo di attrice, fu notata dalla scrittrice Colette, che la scelse come protagonista per la versione teatrale del suo romanzo “Gigi”.
La commedia riscosse un discreto successo di critica, ma ciò che più colpì fu l’interpretazione della Hepburn, per la quale vinse il premio Theatre World Award per il suo debutto.

Nel 1952 arrivò la grande occasione: fu scelta per affiancare Gregory Peck nel film Vacanze romane di William Wyler. Interpretazione che le valse, nel 1954, l’Oscar come “migliore attrice protagonista”.
A proiettarla nel firmamento di Hollywood fu il successivo ruolo da protagonista in Sabrina di Billy Wilder (accanto a Humphrey Bogart e William Holden), con cui sfiorò di nuovo l’ambita statuetta.

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Fu candidata all’Oscar per il film “La storia di una monaca” del 1959 e Colazione da Tiffany del 1961 e, nel 1964, interpretò Eliza Doolittle, uno dei suoi ruoli più famosi, nel film musicale “My Fair Lady”. Impegnata a lungo come ambasciatrice dell’UNICEF, per aiutare i bambini vittime della guerra, si spense il 20 gennaio del 1993, dopo una lunga battaglia contro il cancro.
Poco dopo la sua morte, il figlio Sean ritirò il premio ‘Jean Hersholt Humanitarian Award’ assegnatole dall’Academy of Motion Pictur Arts and Sciences per il suo contributo all’umanità, poi fondò l’Audrey Hepburn Children’s Found, che ha lo scopo di raccogliere denaro in tutto il mondo per favorire la scolarizzazione nei Paesi africani.
Tra i numerosi riconoscimenti anche la stella sulla celebre Hollywood Walk of Fame (al numero 1652 di Vine Street).

Innocente ed eterea, Audrey Hepburn si è distinta da tutte le attrici della sua generazione e di quelle successive per la sua bellezza e per la sua semplice eleganza, per quel suo accento anglo-europeo, così diverso dal modo di esprimersi degli americani, per quei suoi occhi grandi, per quell’aura da angelo sceso tra gli uomini (un personaggio di Wenders ante-litteram) dolce ricordo del suo ultimo film e della sua presenza nel mondo.

Ancora oggi, a più di venti anni dalla sua scomparsa, il nome di Audrey Hepburn è sinonimo di eleganza e di raffinatezza.
Il regista William Wyler, nelle sue memorie ha scritto: ‘Quando ho rivisto le prime scene di “VACANZE ROMANE”, ho improvvisamente saputo che il mondo intero si sarebbe innamorato di lei…”

E Billy Wilder, dopo averla diretta in “SABRINA”, ha detto: ‘Con lei è arrivata la classe…’.
Sono questi i due punti fermi della vita e della carriera di Audrey Hepburn: ” innamoramento e classe “.

La bellezza è quella interiore.

Piera B.

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