Mamma&Bambino

Autismo

Il 2 aprile è la Giornata Internazionale della consapevolezza dell’ autismo.

Che cos’è l’autismo?

L’autismo rientra in quelli che vengono definiti “disturbi pervasivi dello sviluppo” ovvero un insieme di disturbi complessi.

Questi disturbi possono essere come per esempio la sindrome di Asperger.

Si tratta di disturbi che dipendono da un alterato sviluppo del cervello.

Chi ne è affetto presenta problemi di interazioni sociali, problemi di comunicazione (verbale e non) e comportamenti ripetitivi.

Ma possono essere inoltre presenti disabilità intellettiva, alterazioni della coordinazione motoria, disturbi gastro-intestinali.

I problemi compaiono già nella prima infanzia, cioè intorno al 2°-3° anno di vita e persistono per tutta la vita.

Fondamentale la presa in carico tempestiva del soggetto, intervenendo per esempio con qualche forma di terapia comportamentale.

autismo

Non esistono cure definitive, ma sono disponibili trattamenti che possono essere d’aiuto.

Ad oggi non è stata individuata con certezza la causa dei disturbi dello spettro autistico, ma in un 10-15% dei casi è individuabile una causa genetica. In questo caso si parla di forme di autismo secondario (per esempio sindrome del cromosoma X fragile, sclerosi tuberosa, sindrome di Rett).

Quali sintomi possono farci preoccupare e dubitare per una patologia dello spettro autistico?

I sintomi possono essere diversi come per esempio se il bambino non fa dei grandi sorrisi o manifestazioni di gioia entro i 6 mesi di vita (o in seguito).

Il bambino non dialoga, rispondendo con un sorriso ai sorrisi che facciamo, oppure con espressioni del viso o con suoni entro i 9 mesi di vita

Non risponde a gesti come il fare “ciao” con la mano, non afferra oggetti che gli vengono offerti, non indica un oggetto con l’indice entro i 12 mesi di vita.

Ancora il bambino non risponde quando viene chiamato con il suo nome, e questo lo possiamo vedere a partire dai 12 mesi di vita.

Non vocalizza entro i 12 mesi di vita, non pronuncia parole entro i 16 mesi e non formula frasi (anche molto elementari) entro i 24 mesi di vita.

Se il bambino non fissa negli occhi la madre o un’altra persona oppure se il bambino usa i giocattoli in modo strano e ripetitivo.

Ma soprattutto se il bambino esegue movimenti ripetitivi come dondolarsi avanti e indietro.

 

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