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Plastica al bando per il futuro del nostro Pianeta

Sono un’ecologista, e no, questa non è una parolaccia!

Oggi la Società si divide tra chi ha a cuore il futuro del nostro Pianeta e chi invece pensa solo alla propria quotidianità o semplicemente si arrende all’idea di non poter fare la differenza.

Sono certa, invece, che basti qualche accorgimento in più nei nostri comportamenti giornalieri per riuscire a cambiare, poco per volta, la situazione disastrosa in cui versa il nostro Pianeta.

Da quando, nel 1963, l’Italiano Giulio Natta ha inventato il “moplen” ovvero la plastica, l’utilizzo di questo materiale è fuori controllo.  Purtroppo, si trovano vere e proprie isole di plastica nei nostri magnifici oceani.

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Isole di plastica nell’Oceano

Ho la fortuna di essere nata e di vivere nella bellissima Puglia e quindi posso frequentare le più belle spiagge del paese praticamente da maggio a ottobre! Ma c’è una cosa che mi fa proprio passare la voglia di andare al mare: lo stato in cui si trovano le nostre spiagge pubbliche.

Passeggiando, ci si imbatte troppo di frequente in rifiuti di ogni genere: tappi, posate, pezzi di plastica di ogni forma e colore.. come se ormai fossero parte integrante della sabbia. Questa è una cosa che mi fa arrabbiare moltissimo, perché, nel nostro piccolo, basterebbe davvero poco per evitarlo: sarebbe sufficiente dotarsi di un sacchetto per raccogliere i propri rifiuti, per poi gettarli nel più vicino cassonetto per la raccolta differenziata.

Molti oggetti di plastica, purtroppo, vengono portati a riva dall’alternarsi delle maree, e questo dà la misura di quanto il nostro amato mare sia inquinato dalla plastica, e non solo. 

Cito dal web questa statistica:

“Parrebbe, infatti, da uno studio di Legambiente (“Beach Litter”), che sulle spiagge italiane ci sarebbero più rifiuti  che conchiglie. A fare da padrona sarebbe la plastica con il 76%, poi le sigarette con il 7%, i rifiuti di carta il 5%, il metallo al 3%, vetro e ceramica il 3%, legno 1%, rifiuti tessili 1% e gomma 0,8%”.(Dal sito francescomadeo.it)

Qualche giorno fa ho sentito in radio che nonostante il nostro Paese abbia l’acqua potabile migliore che esce direttamente dai nostri rubinetti di casa, siamo noi Italiani ad acquistare ed utilizzare più acqua in bottiglia; e dove finiscono tutte le bottiglie vuote?

Io spero vivamente che vengano riciclate, ma purtroppo so che molte di esse vengono abbandonate nel nostro ecosistema così da aggiungersi ai quintali di materiale plastico che inquina i nostri mari.

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foto dal web

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La Commissione Europea ha messo al bando la plastica usa e getta entro il 2025.

Credo che possiamo cominciare ad agire da subito: evitiamo sprechi inutili di stoviglie e oggetti usa e getta in plastica di cui possiamo benissimo fare a meno e che non fanno altro che inquinare!

Sono certa di non poter cambiare il mondo, ma spero, attraverso questo breve articolo, di aver trasmesso un messaggio importante: il nostro bellissimo e amatissimo Pianeta ha tanto bisogno di noi, del nostro aiuto, della nostra comprensione e sensibilità.

Infine vorrei condividere con voi il numero di Greenpeace da contattare tramite whatsapp per segnalare i rifiuti plastici trovati in spiaggia: +39 342 3711267  (Maggiori info su plasticradar.greenpeace.it).

Marialuigia Girone 

2 thoughts on “Plastica al bando per il futuro del nostro Pianeta

  1. Condivido! La situazione è molto critica. La gente non è coinvolta seriamente nel problema e le istituzioni demandano troppo ai privati. Gli stessi Rangers, istituiti per questi reati ambientali, lamentano di avere poca autorità su chi li compie. Una disfatta!

    1. Ciao Anna, non credo sia una disfatta, piuttosto dobbiamo cercare di sensibilizzare il più possibile chi ci sta affianco, così che si possa diffondere un po’ più di coscienza su questo tema! ?

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